Direttorio Spirituale

LA NOSTRA SPIRITUALITA' NASCE AI PIEDI DELLA CROCE  dove Gesù soffri la spoliazione, l'abbandono, la solitudine e la sua risposta fu il dono totale alla Volontà del Padre, diventando così la sua morte una vita feconda che ci porta la Salvezza.

 

DS n. 0
Scuola Religiosa nella quale devono formarsi ed educarsi tutte le <<Figlie del Calvario>> perché animate dal medesimo spirito si distinguano da per tutto, operando come se fossero una sola, vivendo la medesima vita e producendo ovunque i medesimi frutti.

DS n. 1
Gli Statuti delle Figlie del Calvario si fondano esclusivamente sul Santo Vangelo di Nostro Signor Gesù Cristo, i cui precetti e consigli si attualizzano con l'osservanza dei doveri del cristiano adempiendo in pienezza e fedeltà le obbligazioni derivanti dalla sublime virtù della Carità: <<Amar Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stesse>>. Virtù che si esprime nell'osservare con perfezione el precetto imposto dal medesimo Dio e nell'amarci scambievolmente come Gesù Cristo ci ha amati.

DS n. 2
Questa stessa virtù della Carità, principale fra tutte le altre, secondo l'espressione dell'Apostolo: <<Maior autem eorum est Charitas>> obbliga tutte le Figlie del Calvario a disprezzare le cose terrene per amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forza e il prossimo per Iddio, in tale maniera che, questa Carità in azione, deve avere per le Figlie del Calvario un fine primordiale e assoluto che è lo stesso Dio e un altro secondario e relativo che è il prossimo. Due atti distinti tra loro ma non diversi: l'uno interno, che nasce dal cuore e domina tutto l'essere, ed è il movente di tutte le azioni indirizzate per amore a Dio; l'altro, frutto del primo, nascendo dal medesimo amor divino, si manifesta con l'amore del prossimo che è la pratica della Carità.

DS n. 3
La Figlia del Calvario deve star sempre unita a Dio con l'orazione, la mortificazione e tutti gli atti della vita interiore; dev'essere infaticabile nella vita attiva, abbracciando con abnegazione e sacrificio tutti gli atti di Carità, facendo tutto per amor di Dio che è l'unico centro del su cuore.

DS n. 4
Da qui si deduce che son due le note distintive che costituiscono essenzialmente la vita delle Figlie del Calvario: la meditazione nel ritiro, con la quale l'anima impara a vincere se stessa, a rinunciare a tutto e ad amare Dio con perfezione, fortificandosi ed esercitandosi in tutti questi atti e nella pratica delle virtù e poi gli atti esterni della Carità in azione per mezzo dei quali la Figlia del Calvario si consacra al sevizio dei suoi simili in quanto emanazione preziosa delle virtù nelle quali si è prima esercitata, scoprendole ai piedi dell'altare attraverso le sue personali comunicazioni con Dio e come frutto di quel seme fecondo nella sua anima.

DS n. 5
A questo scopo la Maestra delle Novizie deve mettere tutto il suo impegno per sradicare, fin da principio, dal cuore delle giovani a lei affidate i costumi, i pensieri e gli affetti propri del mondo. A poco a poco andrà formando queste anime alla scuola della perfezione, combattendo e distruggendo i loro difetti, le cattive inclinazioni e seminando in esse il germe delle virtù, nelle quali, con prove più o meno forti secondo lo spirito di ciascuna novizia, le andrà esercitando tutti i giorni fino ad ottenere nelle lor anime lo spirito che è <<proprio>> delle Figlie del Calvario, cioè rinunciare e morire a se stesse per amore di Dio; amare e cercare la sofferenza come l'amò e cercò il Nostro Divin Redentore.

DS n. 6
Il risultato pratico di tutti i loro sforzi dovrà essere una santa indifferenza in tutto, saper rinunciare agli affetti della famiglia, alle lusinghe del mondo, all'amore di Patria e vincere le ripugnanza della natura umana. Quando poi l'anima avrà acquistato queste disposizioni, il terreno sarà pronto per gettarvi il santo seme della vita religiosa con l'osservanza dei santi voti, i quali come altrettanti chiodi preziosi, pari a quelli della Croce, inchiodano la Figlia del Calvario con lo Sposo Crocifisso amato da lei.

DS n. 7
Il voto di Obbedienza consiste nel sacrificio <<eroico>> che è il distintivo della vita religiosa per il quale moriamo al nostro giudizio e alla nostra volontà e con il quale ci assoggettiamo ciecamente ai Superiori camminando sulle orme del Nostro Divin Maestro il quale, pur essendo Uomo Dio, visse sottomesso e obbediente fino alla more e alla morte di Croce.

DS n. 8
Pertanto ogni Figlia del Calvario deve essere disposta ad andare dove la invia l'obbedienza, senza attaccare il proprio cuore a questa o a quella nazione, a questa o a quella casa, a questa o a quella Superiora, a questa o a quella Suora.

DS n. 9
Ugualmente deve essere del tutto indifferente sia nell'insegnare ad educare le fanciulle che nel custodire e servire gli anziani, gli infermi, o adoperarsi per la conversione dei peccatori. Deve pertanto sapere con certezza che in ognuno di questi ministeri a cui si dedichi compie la volontà di Dio e si rende grata al suo divino sguardo. Come pure dev'essere contenta di dedicarsi a qualsiasi attività educativa o caritativa, perché in ognuna di esse può santificarsi in quanto tutto le può servire da scala per salire in cielo.

DS n. 10
Questo spirito di abnegazione, di sacrificio e di santa indifferenza deve essere la caratteristica di tutte le Figlie del Calvario che devono lavorare senza stancarsi per conseguirlo, perché esso no solo è necessario per il buon ordine e governo dell'Istituto, ma perché rende più dolce, facile e gradita la vita delle suore ed evita, altresì innumerevoli dispiaceri, contrarietà e sofferenze.

DS n. 11
Il secondo voto è la Povertà: questo consiste in un santo disinteresse. Per tale voto rinunciamo e disprezziamo tutte le comodità e ricchezze del mondo, distaccando da esse il nostro cuore per abbracciare una vita oscura, umile e povera, senza possedere niente di proprio, assoggettandoci con piacere alle privazioni e vivendo sempre dipendenti dalla Provvidenza divina, dovendo essere pertanto la Santa Povertà un altro distintivo delle Figlie del Calvario.

DS n. 12
Già nelle nostre Costituzioni si è data una spiegazione chiara e sufficiente sul mondo in cui le Figlie del Calvario devono assoggettarsi al santo Voto della Povertà e come osservarlo. In queste istruzioni ci resta da aggiungere che a nulla gioverebbe alle suore condurre una vita povera, senza comodità, nelle privazioni e nei sacrifici, se poi queste cose non le dovessero abbracciare con amore e vero spirito, ma al contrario, avessero il loro cuore attaccato alle medesime alle quali, con il santo voto hanno rinunciato.

DS n. 13
Tutte le mie care figlie devono affannarsi per la medesima ragione, ad approfondire nei loro cuori la virtù dell'umiltà, ricercandola per loro stesse e per il loro Istituto, il più povero e il più disprezzabile agli occhi del mondo… e per questo forse il più grande e il più gradito a Dio. Cosicché i loro collegi li apriranno preferibilmente, per le classi operaie e per i più poveri, senza badare se questi procurino loro minor guadano e diano loro meno gloria e meno soddisfazioni.

DS n. 14
Non invidieranno mai gli altri istituti per la loro supremazie e il nome che godono nella società, perché la Figlia della Croce, a imitazione del su Sposo Crocifisso, non può cercare sul Calvario le soddisfazioni e la gloria, ma la tribolazione e il disprezzo che circondarono sul Golgota il Divin Redentore. Parimenti, per sé cercherà e amerà le cose più povere e più umili, altrimenti la sua vita, che dev'essere di umiliazione e priva di ogni comodità, le diventerebbe dura e insopportabile, perderebbe tutto il merito dinanzi agli occhi di Dio e non si confermerebbe allo spirito di abnegazione e di povertà.

DS n. 15
Sforzandosi di acquistare queste sante disposizioni e procurando che nelle loro anime regni l'umiltà e l'amore alla mortificazione e alle privazioni, osserveranno fedelmente il santo voto e si faranno degne della promessa di Gesù Cristo che dice: <<Beati i poveri di spirito, perché di questi è il Regno dei cieli>>.

DS n. 16
Il Terso voto della vita religiosa è la Castità. Questa è l'aureola più bella che può brillare sulla nostra fronte: essa è il profumo della nostra anima, il tesoro del nostro cuore e l'onore dello stato religioso. Sorella del pudore e della modestia, ci circonda di un incanto celestiale e passando intatta e limpida tra gli allettamenti di un mondo ingannatore, attraversando imperturbata tutti gli incanti di questa società che vuole sedurla, vincendo la natura nella sua tendenza, s'innalza a tal grado che il suo candore, la sua grandezza, il suo donarsi inebriano l'anima di entusiasmo e riempiono il cuore di segreto incanto.

DS n. 17
La Castità è una virtù sublime, figlia del cielo che eleva la creatura uguagliandola quasi agli angeli: fu essa il distintivo più glorioso dell'Immacolata Madre di Dio, attraendo per il suo brillio e splendore l'ammirazione dell'Onnipotente. A questa virtù eroica, infatti, si obbligano per voto le Figlie del Calvario le quali, non solo devono osservarla nella sua globalità in ragione del loro stato, ma devono viverla nell'intimo delle loro anime in maniera che siano puri e casti i loro pensieri, pure e caste le loro parole, pure e caste le loro azioni.

DS n. 18
Per il medesimo voto tutte le suore si obbligano ad esercitare su loro stesse e su quanto le circonda, la più scrupolosa vigilanza e per nessun motivo devono intrattenersi in ricordi del passato, né fare discorsi né avere desideri né ambizioni contrarie alla virtù angelica, poiché la purezza è come uno specchio tersissimo che il minimo alito appanna; la sposa dell'agnello Immacolato deve allontanare da sé persino la macchia più piccola che la renda indigna al suo Sposo Celeste.

DS n. 19
Tutto quello che si può dire sopra questa materia è sempre poco per esortare le suore affinché siano gelosamente delicate fino all'estremo onde acquistare e praticare la virtù della purezza evitando tutto ciò che sia ad essa contrario impegnandosi così ad osservarne nel migliore dei modi al santo voto della Castità che tanto le innalza e le rende accette agli occhi di Dio.

DS n. 20
Non per questo però devono rendersi ridicole ed esagerate sul mondo di trattare con le persone del mondo, dato che la socievolezza e la buona educazione non sono contrarie alla bella virtù e la coscienza è un giudice severissimo che subito ci fa comprendere quali sono le cose permesse e quali da evitare.

DS n. 21
Nelle Sante Costituzioni e nel Direttorio o norme di condotta si è spiegato a sufficienza tutto ciò che riguarda questo voto, mi resta solamente di raccomandare, con cuore di madre, alle mie care figlie, che non si attengano tanto all'aspetto esteriore quando alla limpidezza dell'anima e alla rettitudine del cuore, perché qui devono metter radici, principalmente, la Castità e la purezza perché siano accette e gradite agli occhi di Dio.

DS n. 22
Quantunque la clausura non obblighi con voto le Figlie del Calvario, queste devono però custodirla come vigne in tutte le istituzioni monastiche, solamente che per loro non è assoluta ma relativa, a causa della vita mista alla quale si sono consacrate; ciò le spinge maggiormente la vigilanza perché essendo la clausura solamente relativa si trovano esposte a maggiori occasioni e pericoli e devono lottare con più tentazioni e difficolta.

DS n. 23
La clausura è la chiave più preziosa che, nascondendo dal mondo la religiosa consacrata alla vita contempla, la occulta per sempre agli sguardi degli uomini e l'allontana da tutte le occasioni e pericoli; così la religiosa è come un soldato nel quartiere che è meno esposto agli assalti della guerra.

DS n. 24
La Figlia del Calvario invece, dovendo per ragioni del suo ministero essere a contatto continuo con la società e co i mondo, è simile al soldato che si trova in mezzo al fragore della battaglia: deve combattere valorosamente ed evitare con destrezza il pericolo senza fuggire da esso vilmente il suo nemico. Soltanto cos' la Figlia del Calvario cercherà di vivere in mezzo ai combattimenti del mondo e alla lotta delle passioni, schivando gli inganni e difendendosi con il baluardo della clausura che per essa non deve allontanarla sempre dal male, ricercando in Dio i suoi nemichi.

DS n. 25
La clausura che tutte le suore devono impegnarsi ad acquistare è la clausura del cuore, morto al mondo e vivo solamente per Idio; la clausura del cuore, morto al mondo e vivo solamente per Idio; la clausura dei sensi, frenati sempre dalla mortificazione e dalla presenza di Dio; la clausura della volontà, non fuggendo dalla lotta, ma respingendo con coraggio e risolutezza tutto ciò che l'allontani dal bene e la induca al male. A questa scuola esse devono esercitarsi per poter tranquille consacrarsi all'adempimento del loro sacro ministero con santa fiducia e serenità, poiché chi ha la propria volontà unita a Dio, in Lui si appoggia e si riposa, non deve temere nulla e può dire con tutta la verità insieme all'Apostolo: <<tutto posso in Colui che mi conforta>>.

DS n. 26
La seconda promessa speciale, a cui si impegnano le Figlie del Calvario nel pronunciare i santi voti, è quella della Carità. Questa virtù sublime, radice e fonte di tutte le virtù e a altresì piedistallo sul quale si reggono questi Santi Statuti, non obbliga come voto le suore, altrimenti si troverebbero esposte a commettere ogni giorno innumerevoli mancanza contro di essa, poiché la Carità è <<l'amore perfetto di Dio e l'amore perfetto del prossimo>>. Ma sono obbligate ad essa nella pratica essenziale e materiale di questa virtù, quindi devono procurare nella loro anima la più stretta unione con Dio per mezzo dell'amore, vivendo continuamente alla presenza divina e avendo come fine di tutte le loro azioni il piacerGli e il ServirLo.

DS n. 27
Devono ugualmente evitare, con scrupolosa attenzione, tutti i pensieri, i giudizi, tutte conversazioni, tutti i pensieri, i giudizi, tutte le conversazioni e le parole e tute le azioni che in qualche modo possono ferire il prossimo offendendo la Carità. Di più le Figlie del Calvario per essere fedeli all'osservanza di questa promessa, si devono distinguere sempre per l'unione continua con Dio, per la pace e l'unione fraterna fra loro e per la disponibilità al rinnegamento di sé e al sacrificio per gli altri.

DS n. 28
In pratica devono essere disposte, spinte sempre dalla Carità, a servire con santa indifferenza in qualunque opera di beneficenza o servizio di carità in cui le invita l'obbedienza; vincendo tutte le apprensioni, tutti i timori e tutte le ripugnanze, compresa ogni inclinazione del carattere, dedicandovisi con santa abnegazione, guidata dalla voce dei Superiori, per il sollievo degli infelici e a servizio dell'umanità.

DS n. 29
Infine per adempiere questa sacra promessa della Carità le Figlie del Calvario si obbligano a esercitarla in concreto cioè amando le Consorelle e il prossimo con amore puro e disinteressato, come il Signore ci comanda: amarci gli uni gli altri, non facendo agli altri ciò che non vorremo fosse fatto a noi, amando e considerando tutti come immagine di Dio.

DS n. 30
Animate da questo ideale la vita per loro si renderà dolce ed esse si prodigheranno nell'assistere e nel curare il prossimo con tenerezza e santo interesse per il suo bene sia fisico che morale e religioso: aiutando e accogliendo i bisognosi e gli infelici, assistendo gli infermi, proteggendo gli orfani, convertendo i peccatori, istruendo gli ignoranti, educando i bambini, guidando i loro cuori verso Dio nella scuola della virtù e sollevando l'umanità da tutte le miserie e necessità sotto l'albero <<frondoso>> della Carità, la cui radice è Dio e le cui cime si perdono nel cuore stesso di Dio.

DS n. 31
Un altro aspetto caratteristico delle Figlie del Calvario e che forma, per così dire, l’essenza del suo spirito è l’amore e la devozione fervida costante per la Passione e Morte del nostro Divin Redentore.

DS n. 32
Si è scelto il nome, che caratterizza il nostro Istituto e lo distingue dagli altri, perché ai piedi della Croce si raduni di continuo un numero di anime che vogliono accompagnare la Santa Vittima del Golgota in quel luogo di tormenti dove Gesù si vide abbandonato da tutti i suoi, ad eccezione della S.Sma Vergine, dell'Apostolo S. Giovanni, della peccatrice Maddalena e delle pie donne che parteciparono alle sue sofferenza. Con questi modelli di abnegazione, amore e fedeltà devono identificarsi le Figlie del Calvario; debbono vivere con lo stesso spirito, e come essi, non separarsi mai dalla Vittima Divina, non allontanando mai la loro mente dallo spettacolo sanguinante della Passione e Morte del redentore del mondo e perciò, come Apostoli del Sacrosanto Sacrificio, debbono lavorare indefessamente, per estendere e diffondere ovunque, nelle anime, la devozione alla Passione e Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.
 
DS n. 33
Il cuore di un Dio non poté inventare un sacrificio più sublime, più eroico e più grandioso, quale il Mistero incomprensibile della Redenzione pertanto non si può concepire una ingratitudine più mostruosa più infame della criminale indifferenza con cui ha corrisposto l’umanità a questo mirabile Mistero di Misericordia e di amore.
 
DS n. 34
Come una goccia d’acqua nell’immensità dell’oceano è la Congregazione delle Missionarie Figlie del Calvario nel vasto mondo, è necessario quindi che tutte si sforzino a non partecipare a questa criminale ingratitudine e indifferenza e in mezzo all’oceano di amarezza che inonda il Cuore di Cristo nel vedere tanto mal corrisposto e male accettato il suo sacrificio, appaia nell’umile Istituto questa Goccia di gratitudine e di amore delle sue fedeli Figlie, che vogliono accompagnarlo nelle sofferenze procurando al suo Divin Cuore, una piccolissima consolazione.

DS n. 35
Per questo la Figlia del Calvario non deve cercare per sé i godimenti, le soddisfazioni e le lodi, perché queste cose non si possono trovare ai piedi delle Croce. Questa convinzione la deve portare sempre profondamente scolpita nel suo cuore e il suo spirito dev'essere sempre di mortificazione e di sacrificio; formandosi a questa santa scuola fin dal suo ingresso nell'Istituto e conservandosi nello stesso spirito finché scenda nel sepolcro.

DS n. 36
Le aiuterà molto ad acquistarlo il meditare tutti i giorni qualche passo della Passione e Morte del suo Crocifisso Sposo e l’aver sempre davanti agli occhi le sue sofferenze e la sua Croce; proporsi di imitarlo e con il suo amore, la gratitudine, i sacrifici addolcire le sue pene di modo che in mezzo all’universale ingratitudine trovi nel suo cuore qualche sollievo e qualche consolazione.
 
DS n. 37
Quando farà la sua ora di adorazione nell’Oratorio o Cappella, specialmente nelle tre ore di agonia in cui la vittima del Golgota stette pendente dalla Croce deve immolarsi a sua volta in olocausto come vittima di gratitudine in amore e di riparazione per l’immensa e colpevole ingratitudine con cui ha corrisposto il mondo al beneficio supremo della Redenzione.
 
DS n. 38
Che mai queste tre ore di agonia e specialmente <<le tre>> del pomeriggio che fu appunto l'ora della sua morte, passino non avvertite per nessuna Figlia del Calvario e in qualunque luogo e occupazione si trovi, tutte devono elevare la mante e il cuore a Dio e stare unite a Lui quantunque il corpo sia dedicato al lavoro sforzandosi nello stare unite spiritualmente in tale ora suprema, al Celeste Sposo agonizzante sulla Croce che sacrificò la sua vita per salvare l'umanità.
 
DS n. 39
Le suore <<Fortunate>>, alle quali è dato l’onore di accompagnare, nel proprio oratorio, misticamente, durante queste tre ore benedette, il Divin Redentore nella sua agonia e morte, si esortano, in modo speciale, a farlo in nome di tuta la Comunità e dell’Intera umanità con il più grande fervore ed entusiasmo, offrendosi, a loro volta, al Signore, come è stato già detto, quale vittima di gratitudine, di espiazione e di amore implorando sopra il loro Istituto, sul cuore dei peccatori e sopra il mondo intero le fiumane del sangue del Redentore e le Grazie e Benedizioni di Dio.

DS n. 40
E' naturale che il nostro Istituto faccia sua anche la devozione del secolo, vale a dire l'amore alla Santa eucarestia, il cui oggetto è di contrastare l'orribile avanzare dell'empietà, dell'ateismo, della immoralità dei costumi nei suoi diversi aspetti. Le Figlie del Calvario, pertanto, saranno come schiave e adoratrici perpetue del Sacro Cuore di Gesù nel SS.mo Sacramento, meditando continuamente l'amore che Gesù ci manifesta restando prigioniero suoi nostri altari, unendo questa devozione sublime ai dolorosi patimenti del Redentore sul Calvario.

DS n. 41
A tale effetto le Superiore e le Maestre delle Novizie nelle loro rispettive case dovranno sforzarsi nel mantenere sempre viva nel cuore delle loro figlie, la fiamma della santa devozione al SS.mo Sacramento, cosicché tutte le Figlie del Calvari vivano la vita della Eucarestia, apprendendo ai piedi della Tabernacolo le virtù che le sono necessarie per combattere e vincere; e infiammate da questa santa devozione, possano infiammare i cuori, opponendosi in qualche modo alla criminale indifferenza degli uomini che tanto crudelmente feriscono il Cuore di Dio.

DS n. 42
Un altro aspetto caratteristico dello spirito nel quale si devono formare tutte le suore è la devozione dolce, tenera ed entusiasta alla SS.ma Vergine specialmente nei suoi Dolori ai piedi della Croce. Come buone figlie debbono averla sempre presente nell'intimo della loro anima per amarla, accompagnarla nelle sue sofferenze e imitarla nelle sue virtù, procurando così qualche consolazione e qualche sollievo al suo cuore materno.

DS n. 43
Ella deve essere il modello che devono avere continuamente davanti agli occhi per camminare sopra le sue orme e l'appoggio che devono cercare sempre nelle lor afflizioni e l'ancora misteriosa che nutra le loro speranza in tutte le lotte della vita.

DS n. 44
L'immagine di Maria Addolorata deve regnare continuamente nei loro cuori; il ricordo delle sue lacrime e sofferenze deve occupare sempre la loro mente e l'invocazione di questa madre dei Dolori deve stare di continuo sulle loro labbra di modo che ogni Figlia del Calvari sia come un araldo che estenda da per tutto la devozione ai Dolori di Maria SS.ma e tutte facciano comprendere al mondo che fu ai piedi della Croce che Ella si costituì Madre dell'Umanità, ricevendo come eredità gli uomini dalle stesse labbra del suo Figli moribondo e che per la stessa ragione nell'invocazione dei suoi Dolori, tutti La dobbiamo riconoscere come Madre e tributarLe gli omaggi più ferventi di gratitudine e amore filiale.

DS n. 45
Formata la Figlia del Calvario a questa santa scuola di amore, di abnegazione di sacrificio e di santo distacco da tutto ciò che è umano, aspirando solo al Divino, passerà incolume in mezzo al mondo senza temere i suoi pericoli e le sue sofferenze, espandendo il bene da per tutto e portando le anime a Dio con le sue parole, le sue azioni e i suoi esempi.

DS n. 46
Modellato il loro cuore su queste preziosissime massime, che come sopra abbiamo detto, devono formare le Figlie del Calvario, avendo già raggiunto il dominio di sé, il fuggire dalla lode e da tutto ciò che può alimentare le passioni e il cercare per loro stesse la croce e il sacrificio per amor di Dio, esse avranno acquistato il segreto misterioso per addolcire le loro sofferenze e le loro pene, e la santa indifferenza che le fa star sempre unite alla volontà divina, arrivando così a rallegrarsi delle stesse sofferenze e a sopportare tranquille e serene tutto ciò che di bene e di male può loro succedere.

DS n. 47
Il passare vicino alle disgrazie e alle lacrime, quali angeli di consolazione per alleviare per alleviare e rimediare tutti gli infortuni della vita e le miserie dell'umanità produrrà nelle loro anime una delle soddisfazioni più dolci e concrete che si possano sperimentare nella vita, cioè la pratica del bene e il poter contribuire alla felicità degli altri.

DS n. 48
Vivendo sempre ai piedi della Croce, bagnata con il Sangue della Vittima Divina e con le lacrime della sua Madre Addolorata, esse sentiranno germogliare nelle loro anime i preziosi frutti delle cristiane virtù. Al pensiero poi che la loro fedeltà e il loro amore al Mistero della Redenzione sono una goccia di balsamo che rende soavi le ferite e l'agonia dello Sposo Crocifisso, si abbracceranno con entusiasmo a questa Croce Sacrosanta e per loro diventeranno dolci le stesse sofferenza, dal momento che con esse possono donare una debole prova del loro amore a Colui che per amari donò la sua stessa vita.

DS n. 49
E' con questi bei sentimenti scolpiti nell'anima sua, con tanto santo amore impresso nel suo cuore, gloriandosi come Cristo della Croce e della sofferenza, che la Figlia del Calvario compirà la sua missione sulla terra.

DS n. 50
Questo è dunque lo spirito che deve animare l'intera sua vita e allora, vivendo con il suo spirito e il suo cuore nel cielo ella sarà gradita agli occhi di Dio e nell'ora della sua morte ascolterà queste dolcissime parole: <<Entra, serva buona e fedele, perché fosti fedele nel poco ti farò padrona nel molto, entra nel gaudio del tu Signore>>. I suoi desideri allora saranno appagati nel cielo con la preziosa corona promessa a tutti quelli che persevereranno fino alla fine.

Ma Ernestina Larráinzar
Fundadora de las
“Misioneras Hijas del Calvario"
Avana, anno 1921

 

 

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